EuroMAYDAY Parade
milano


QUESTO NON E' UN PESCE D'APRILE:
IL PRIMO MAGGIO CATENE E CENTRI COMMERCIALI RESTINO CHIUSI


Esimio direttore,
con la presente Le ricordiamo che anche quest'anno si terrà a Milano la MayDay Parade, il primo maggio dei precari e delle precarie di tutta italya.

Come Lei ben sa la flessibilità della prestazione di lavoro, così come viene attualmente interpretata, permette alle aziende come la sua di fatturare e guadagnare cifre sempre più elevate mentre, per un numero sempre più alto di persone, donne e uomini di ogni età, l'esistenza diventa giorno dopo giorno più difficile e il futuro sempre piùincerto.
E' inutile aggiungere che le favole che cercano di convincerci del fatto che questa è una fase transitoria dovuta ad una particolare e sfortunata congiuntura economica stanno diventando di ripetizione in ripetizione sempre più oltraggiose verso chi riesce, fra carovita e precarietà, a vivere un'esistenza dignitosa. Insomma ci si sta incazzando sul serio.

E questo ci porta all'oggetto della presente.
Che il primo maggio, festa dei lavoratori, centri commerciali, call center, fast-food e ipermercati decidano di restare aperti è un fatto inaccettabile, che nega cent'anni di storia europea e che va contro il diritto al riposo festivo sancito dal codice.

Nella decisione di non rispettare il primo maggio, festa e riposo per chi lavora, è contenuta tutta l'arroganza delle aziende di oggi.
Essere costretti a lavorare il primo maggio è la più assurda delle mille frustrazioni e sopraffazioni che siamo costretti a subire ogni giorno, nella vita e nel lavoro:

1) l'insaziabile pretesa di disponibilità totale del nostro tempo di vita per garantire orari bizzarri e antisociali, di notte o di giorno con turni sempre più discontinui e con preavvisi sempre minori: ti hanno assunto per 30 ore, ne fai 60 senza straordinari.
2) il lavoro festivo come fatto sempre più scontato; il sabato e la domenica, per quasi tutto 'anno, senza che ci si ponga il ben che minimo problema dei costi personali e sociali che questo comporta, nei nostri affetti e nelle nostre relazioni: dio il settimo giorno si riposò, il precario no;

Quindi Le comunichiamo che se decidesse di aprire il suo esercizio, questo con molta probabilità potrà subire azioni di protesta e disturbo che renderebbero infruttuosa l'eventuale apertura, come d'altronde accadrà anche ai punti vendita della concorrenza. Non solo, ma tali azioni procurerebbero alla marca che Lei rappresenta anche una cattiva pubblicità, vista l'attenzione che questi fatti tendono a sollevare.

La informiamo che EURO MAYDAY 004 vedrà la partecipazione a Milano di almeno centomila precarie e precari da Italia, Francia, Spagna, che con sempre più forza rivendicano reddito, sanità e trasporti gratuiti, scuola pubblica di qualità, maternità pagata, ferie, malattia, contributi, insomma tutto quello che dovrebbe essere ovvio in una società civile, ma che ovvio più non è. Soprattutto, noi precari e cognitari rivendichiamo la gestione della qualità della nostra vita, dei suoi tempi e dei suoi affetti, al di sopra degli interessi aziendali e dei profitti degli azionisti.

AugurandoLe un Primo Maggio da passare con i suoi cari o con chi meglio crede, La salutiamo e Le porgiamo la benedizione del nostro patrono San Precario: che con gesto magnanimo possa consigliarLa in questa difficile scelta.

MAYDAY, MAYDAY

N.B. Anche se questa lettera è stata spedita il primo di aprile, il suo contenuto non deve essere considerato uno scherzo.




adotta un treno

mediacenter

adotta una catena

mappa



precariopoli

adesioni