EuroMayDay

EuroMayDay blog

Pääministeri Silvio Berlusconi ja sisäministeri Roberto Maroni ovat ajaneet Italiassa läpi turvallisuuspaketin, johon kuuluu mm. kaupunkien pormestareille annettuja lisävaltuuksia ”turvallisuuden ja yleisen järjestyksen” valvomiseksi.
Precarios en Movimiento, La Casa Invisible y la Universidad Libre Experimental (Ulex) presentan la edición del Cuaderno/Herramienta :"Autonomía y Metrópolis.Del Movimiento okupa a los Centros Sociales de Segunda Generación".

Se trata de un material de formación y discusión colectiva en torno a la potencia, límites y perspectivas de las prácticas de los Centros Sociales.La riqueza de esta edición, más allá de la calidad de los textos y su cuidada edición, radica en surgir desde las entrañas de algunas experiencias concretas de CS y abordar en primera persona algunos de los principales debates de este movimiento.

Este material pretende ser un instrumento con el que elaborar una reflexión colectiva sobre la composición técnica, cultural, subjetiva, política y de clase que vive, gestiona y proyecta el centro social como espacio político de nuevo tipo, como miríada productiva de un antagonismo reverdecido, precario y metropolitano.

Nos debería servir para entender por qué en la actualidad resulta imperativo ensayar modelos híbridos con los que armar nuevas máquinas políticas. ¿Qué composición técnica, cultural y política sustenta, agrega y afecta a los centros sociales?, ¿cuál es la temática que vertebra el trabajo político de cada centro social?, o, dicho de otro modo, ¿de qué manera se entrelazan los dispositivos contra la precariedad y el centro social como dinámica de creación autónoma?, ¿qué coyunturas y problemas comporta este ensamblaje?, ¿en qué medida el centro social puede convertirse en un movimiento organizado con posibilidad de crecer como sujeto político en la ciudad?, ¿cuáles son los límites a la hora de confeccionar, como figuras precarias, un movimiento consistente?, ¿qué papel desempeña el centro social en el entramado mixto de la ciudad (u otro territorio de intervención) y los distintos actores sociales (más o menos organizados)? Son sólo algunas preguntas que guían las reflexiones de esta recopilación.

Mitad sindicato social, mitad institución cultural anómala, alberga un enjambre heterogéneo de cooperación productiva, un espacio de economía autónoma. Su silueta es la de un sujeto político experimental, una fábrica social autoorganizada. Ya lo hemos afirmado más arriba, es contrapoder territorial metropolitano.
El cuaderno en su edición en papel lo pueden encontrar en Centros Sociales y locales de movimiento de Málaga y Sevilla (próximamente distribuido en distintos puntos del estado).

Carpeta de textos on line
[0.0 introducción al debate/ centros sociales contra la explotación metropolitana. Precarios en Movimiento-Málaga] - [1.1 – Centros Sociales de Segunda Generación. Lorenzo Sansonetti] - [1.2 La Metrópolis y la multitud. Antonio Negri] - [1.3 Apuntes feministas desde y más allá de los centros sociales okupados. Silvia López [Eskalera Karakola, Madrid] - [1.4 Centros Sociales contra la Metrópolis. Marcello Tarí] - [1.5 Reflexiones sobre los centros sociales desde una práctica autónoma. Jacobo (CSO "El Laboratorio")] - [1.6 Okupar el vacío desde el vacío. Entrevista realizada por Áreaciega a Carlos Vidania y Marga Padilla [Centro Social El Laboratorio, Madrid] - [1.7 Los andares de la Pantera Rosa.Entrevista realizada por Áreaciega a Nacho y Pablo [Centro Social Seco, Madrid] - [1.8 ESCALóN A ESCALóN. Entrevista realizada por Áreaciega a Sandra, Silvia y Maggie [Eskalera Karakola, Madrid] - [1.9 – El arte de tejer.Entrevista realizada por Áreaciega a Javier Toret [Centro Social-Casa de Iniciativas, Málaga] - [1.10 – Identidades líquidas. Entrevista realizada por Áreaciega a Francesco Salvini [Casa Loca, Milano] - [2.1 – EL PATIO MARAVILLAS/ Seis meses celebrando la vida y un largo prólogo] - [2.2 CSA Atreu!, A Corunha] - [2.3 SECO, una aventura en la gran ciudad] - [2.4 – Centros Sociales 2.0 en la Metrópolis.Ateneu Candela, Terrasa (Barcelona) - [2.5 Centros Sociales contra la explotación metropolitana. La Casa Invisible (Málaga)] - [2.6 Propuestas/conclusiones del encuentro entre Centros Sociales "Metropolis y nuevos Movimientos"(La Casa Invisible, Málaga.25 y 26 de enero 2008)] - [3.0 Centros sociales: monstruos y máquinas políticas para una nueva generación de instituciones de movimiento]

Neljänteen numeroonsa edennyt Turbulence pyrkii edistämään uusien yhteiskunnallisten liikkeiden teoreettista keskustelua. Viimeisimmän numeron teemana on "Who can save us from the future?"
Maanantaista 4.8. alkaen Italian suurkaupunkien kaduilla tulee pääministeri Berlusconin aloitteesta partioimaan yhteensä 3000 sotilasta "valvomassa turvallisuutta".
Rinnovo Contratto Collettivo Nazionale Coop Sociali
 

RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DELLE COOPERATIVE SOCIALI

LA RICCHEZZA DEL TERZO SETTORE E’ LA MISERIA DEI LAVORATORI

130 euro lordi al 2010 per un contratto già scaduto da 31 mesi

Insultati i lavoratori riqualificati OSS


Nazionale – giovedì, 31 luglio 2008

Firmato l’accordo per il rinnovo del contratto dei lavoratori e delle lavoratrici delle cooperative sociali, un contratto che interessa circa 200 mila operatori, in maggioranza impiegati presso servizi socio-sanitari in appalto o convenzione con enti locali e aziende sanitarie. Un contratto scaduto da 31 mesi (trentuno mesi, un record negativo difficile da battere). Ecco cosa prevede in sintesi l’accordo firmato da Legacoopsociali, Confcooperative, Agci e da  Cgil-Cisl-Uil:

 

SALARIO: aumento mensile a regime di 130 euro lordi (riferiti all′attuale quarto livello per 38 ore), in tre rate:

 

 

1 gennaio 2008

1 gennaio 2009

1 dicembre 2009

60.00

40.00

30.00

 

Attenzione: togliendo l’indennità di vacanza contrattuale IVC (che sparisce con il rinnovo del CCNL) l’aumento di 60.00 euro diventa effettivamente di 48.55 euro lorde (60.00 – 11.45) sempre riferiti al 4 livello e per un contratto a tempo pieno di 38 ore: per i part-time e per gli altri livelli si devono fare le proporzioni di questa miseria.

 

Sparisce di nuovo il biennio economico

e si rispalmano gli aumenti praticamente fino al 2010

 

Per evitare illusioni ottiche sulle 130 euro di aumento, sbandierati da CGIL-CISL-UIL come una “giusta risposta al problema salariale dei lavoratori del settore”, facciamo un esempio pratico calcolato questa volta sul 6° livello, che era stato preso come riferimento nella piattaforma unitaria di CGIL-CISL-UIL:

 

Nella piattaforma sindacale si richiedevano 170 euro a coprire solo fino al 2007, mentre si è firmato per un aumento che parte da gennaio 2008 di 67.74 euro (differenza 102.26 euro in meno) e arriva a dicembre 2009 con un aumento di 145.41 (differenza di 24.56 euro in meno)

 

In quattro anni non si ottiene quello che era stato richiesto solo per coprire i primi due anni (2006-2007), e i sindacati CGIL-CISL-UIL non avevano “chiesto il doppio per ottenere la metà” ma avevano chiesto l’adeguamento salariale secondo i criteri previsti dagli accordi interconfederali sui rinnovi dei CCNL, e lo ribadiamo che per noi già la richiesta di 170 euro era già al di sotto dell’inflazione reale.

 

Oggi l’inflazione rilevata dall’ISTAT è al 3.8% (e già questa è una percentuale, anche se ufficiale, molto lontana dalla reale inflazione del potere di acquisto dei salari) mentre il contratto nazionale è stato firmato dichiarando una inflazione di riferimento del 2.8% per il 2008 e del 3.3% per il 2009.

 

Quindi questi aumenti con una inflazione al 3.8% annuo significano una perdita salariale ulteriore e netta passata e futura piuttosto che un reale aumento delle attuali retribuzioni.

 

ARRETRATI: nonostante i 31 mesi (più di due anni e mezzo) di ritardo sono previsti solo 200 euro lordi nella busta paga relativa al mese di agosto a copertura del periodo 2006/2007, ma al lordo dell’IVC (quindi diventano circa 100 euro lordi) e proporzionato pure all’effettiva presenza; per gli arretrati del periodo gennaio 2008 – luglio 2008 ci saranno due rate con le retribuzioni del mese di settembre e del mese di ottobre 2008.

 

MENTRE PER I DIRIGENTI COOP LE COSE NON STANNO COSI’

Il giorno prima, cooperative e sindacati CGIL-CISL-UIL hanno firmato il rinnovo del contratto nazionale dei dirigenti delle cooperative: l’aumento è di 650 euro e per gli arretrati hanno concordato una una tantum di 1300 euro, un esempio davvero illuminante dello spirito cooperativistico, ma si sa che i manager hanno molti pensieri mentre i semplici lavoratori (oltre che a tirare avanti la carretta dei servizi) si devono solo preoccupare di arrivare a fine mese.

 

LIVELLI: si passa ad una classificazione del personale di 6 categorie/livelli “verticali” dalla A alla F, simile a quella presente negli altri contratti del settore ma la cosa più importante di questo tipo di classificazione, cioè gli scorrimenti orizzontali, non saranno automatici, quindi una operazione di facciata ma senza sostanza (e con questo le coop portano a casa il loro più importante risultato oltre al contenimento dei salari);

 

OSS: per gli operatori socio-sanitari si arriva all’insulto, si prevede un livello intermedio tra il 4° livello e il 5° livello, ma con il riconoscimento di una differenza retributiva a regime rispetto al livello di provenienza (4°) di ben 38 euro lordi al mese (proprio così: 38 euro lordi al mese sono il riconoscimento concordato tra coop e sindacati per i lavoratori che hanno acquisito il titolo da OSS), nella sanità privata un OSS prende oggi 280.00 euro in più al mese. Non solo: il riconoscimento del nuovo livello non è per tutti gli OSS ma solo per quelli che operano in servizi e strutture sociosanitarie, agli altri no.

 

 

ESEMPI DELLA RICLASSIFICAZIONE

 

      ASSISTENTE DI BASE NON QUALIFICATO: dal 3° livello diventa B1

      ASSISTENTE DI BASE QUALIFICATO: dal 4° livello diventa C1

      OPERATORE SOCIO SANITARIO (con la clausola di servizio): dal 4° livello diventa C2

      EDUCATORE NON PROFESSIONALE: da 5° livello diventa D1

      EDUCATORE PROFESSIONALE: da 6° livello diventa D2

 

 

LE TABELLE DELLE RETRIBUZIONI CONTRATTUALI

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/1/2008

 

 

LIVELLI

IMPORTO

1

1060,95

2

1070,75

3

1120,63

4

1205,21

5

1277,95

6

1348,07

7

1435,09

8

1548,96

9

1710,78

10

1953,78

 

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/1/2009

 

 

categorie

Posizioni economiche

 

1

2

3

A

1096,16

1106,28

 

B

1157,82

 

 

C

1245,21

1282,51 

1320,37

D

1320,37

1392,81

1482,72

E

1482,72

1600,37

 

F

1767,56

2018,62

 

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/12/2009

 

 

Categorie     

Posizioni Economiche

 

1

2

3

A

1122,57

1132,94

 

B

1185,72

 

 

C

1275,21

1313,4

1352,18

D

1352,18

1426,37

1518,45

E

1518,45

1638,93

 

F

1810,14

2067,25

 

 

LAVORO DOMENICALE: dopo 13 anni di promesse finalmente il riconoscimento di una maggiorazione per il lavoro svolto di domenica (alcune coop lo riconoscevano già ma non era previsto dal contratto nazionale), una maggiorazione che in altri contratti varia dal 15% al 30% fino al 50% della paga oraria: cosa si prevede per i lavoratori delle coop sociali? Ovviamente il 15% e solo da dicembre 2009.

 

Basta con gli accordi sindacali che legano gli aumenti salariali, non all’inflazione reale, ma su dati “inventati”: la durata sfalsata del contratto è una anticipazione negativa della trattativa in atto a livello nazionale sulla riforma dei contratti nazionali di lavoro.

 

La miseria del nostro contratto nasce da un infame regime di mercato: siamo di fronte all’impatto devastante di anni di tagli alle spese sociali e sanitarie, fatti da governi di centrosinistra e di centrodestra con CGIL-CISL-UIL, e ovviamente a rimetterci sono i lavoratori del settore a partire da quelli più ricattabili (dai precari, alle coop in appalto).

 

 

Vorremmo potervi dire che stiamo andando in vacanza e che ci rivediamo a settembre, ma come ben sappiamo tutt* non è così. L’universo dei call center, col suo “just in time”, la velocizzazione esasperata del lavoro e la continua ricerca di utili (tutto mascherato dalla foglia di fico di svolgere un servizio di “pubblica utilità”), si traduce nella precarizzazione delle condizioni di lavoro e dei contratti. E quindi molt* di noi si troveranno anche ad agosto con una cuffia in testa per cercare di “essere utile” a qualcuno.

Anche la cospirazione non va in “vacanza”: sono stati mesi in cui certamente qualcosa si è messo in moto e gli “sfigati” dei call center hanno cominciato ad affilare le unghie. Sono lontani i tempi in cui i colleghi e le colleghe di Atesia erano l’unica eccezione di lotta in un mondo fatto di rassegnazione e subalternità alle aziende. La lotta degli esternalizzati e delle esternalizzate di Vodafone e Wind (ancora non conclusa), gli scioperi contro gli esuberi in Telecom, i processi di autorganizzazione in Comdata ed Omnia testimoniano il fatto che stiamo diventando “grandi” e cominciamo a difenderci “da soli”, senza padrini politici o tutori sindacali interessati a concertare il nostro sfruttamento.

Questo blog ha tentato in questi mesi di dare voce a tutto questo fermento e spesso ci è riuscito. Per questo ringraziamo tutt* coloro che lo hanno utilizzato ed hanno interagito.

A settembre esordiremo con una veste grafica nuova e con nuove sezioni utili a chiunque voglia cominciare o continuare a praticare la strada del conflitto per affermare i propri bisogni e le proprie ragioni.

Seguitando a cospirar….

Mesnil-Amelotin säilöönottokeskuksessa lähellä Orleansin kaupunkia on 2.8. ollut vakavia yhteenottoja keskuksen asukkaiden ja poliisin välillä.
"1 vuosi. 13 valtausta. WE ARE STILL HERE!" Helsinkiläiset talonvaltaajat kutsuvat kaikkia mukaan viisipäiväisille toimintapäiville autonomisten tilojen puolesta. Toimintapäivät alkoivat keskiviikkona 29.7. ja jatkuvat 2.8.2008 asti.

Vuelve a estar de actualidad el debate sobre la torre de Puerto Triana (Sevilla) – el rascacielos de 178 m proyectado por Caja Sol vecino al centro de Sevilla. El pasado 23 de julio tuvo lugar una visita del ICOMOS (Consejo Internacional de Monumentos y Sitios Históricos) para estudiar in situ la evolución del proyecto y emitir un nuevo informe sobre el proyecto de Caja Sol y el Ayuntamiento de Sevilla, que complemente el que ya realizó hace unos meses. El ICOMOS, organismo vinculado a la UNESCO, fue invitado a tomar cartas en el asunto por el movimiento de oposición al proyecto que aglutina a ecologistas, defensores del patrimonio y crític@s del urbanismo espectacular y especulador y coincide con éstos en las críticas al proyecto de rascacielos para Sevilla.

Esperamos que con el ICOMOS también la crisis económica haya llegado en ayuda de los opositores a la Torre de Puerto Triana, para obligar a los promotores a parar el proyecto, que no podemos sino imaginar como un monumento que la caja andaluza y el Ayuntamiento querían hacerse a sí mismos, para celebrar su grandes éxitos económicos.

IL GOVERNO BLOCCA IL REINTEGRO DEI PRECARI... e i tre "PORCELLINI" confederali dopo anni di profonde genuflessioni fanno finta di fare la voce grossa...

Dal "Corriere Della Sera"

Manovra, stop al reintegro dei precari
Proteste di Cgil e Cisl: «Norma iniqua»

La misura, una volta diventata legge, impedirà di ottenere la stabilizzazione del rapporto lavorativo

ROMA - Le imprese, in caso di irregolarità, non saranno più obbligate a trasformare in tempo indeterminato il contratto dei lavoratori precari. Lo prevede un emendamento del governo, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera e recepito dal maxiemendamento, che preclude ai lavoratori precari la possibilità di ottenere dal magistrato la stabilizzazione del rapporto. Se il Senato non modificherà il testo, la condizione di precario potrebbe così diventare permanente.

STOP AL REINTEGRO - Con la nuova norma il giudice dovrà limitarsi ad applicare all'azienda una sanzione di entità variabile tra le 2,5 e le 6 mensilità (la stessa prevista per le imprese al di sotto dei 15 dipendenti). Finora, invece, il giudice che riscontrava irregolarità sul ricorso ad uno o più contratti a termine, poteva obbligare il datore di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato. Non sarà più così.

CONTRATTI A TERMINE DIVENTANO INFINITI - La nuova norma si dovrà applicare anche ai giudizi in corso all'entrata in vigore della legge. Stando così le cose, il datore di lavoro potrà effettuare una serie pressochè infinita di contratti a termine, rischiando al massimo una sanzione di importo pari a sei mensilità.

CGIL: «NORMA INIQUA» - La norma anti-precari ha scatenato le reazioni della Cgil. «Si aumenta la disparità tra lavoratori e imprese», dando a queste ultime «mano libera» sull'utilizzo dei contratti a termine - spiega Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil con delega al mercato del lavoro. È una misura «molto negativa - aggiunge Fammoni - che lascia aperta ogni possibilità per le aziende sull'uso del contratto a termine, senza che, in caso di irregolarità, queste abbiano alcuna ripercussione futura».

CISL: «GRAVI LE INCONGRUENZE» - Anche la Cisl tuona contro la norma, giudicata «sbagliata». Il giudizio del segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini, sulla misura è negativo. Sotto accusa non solo «il problema dell'indennizzo», ma soprattutto il fatto che «un contratto non corretto viene considerato nullo». In questo modo, spiega Santini, «il lavoratore, non solo non può essere riammesso sul posto di lavoro, per decisione del giudice, con un contratto a tempo indeterminato, ma rimane anche senza il contratto a termine». Insomma «l'eventuale errore dell'azienda non viene sanzionato a vantaggio del lavoratore» che resta senza lavoro. Il segretario confederale della Cisl invita pertanto il Governo a «porre rimedio ad una evidente e grave incongruenza».

UIL: «INCOSTITUZIONALE» - Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil con delega al mercato del lavoro, attacca: «Oltre che sbagliata è incostituzionale». «Uno Stato di diritto - spiega Loy - non prevede il cambio delle sanzioni in corso d'opera». La misura è invece «retroattiva» poichè interviene anche nelle cause in corso al momento della sua entrata in vigore.

CONFINDUSTRIA: «LA DIREZIONE È GIUSTA» - Il giudizio del direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta, è invece positivo. Secondo gli industriali la norma «va nella giusta direzione». «Un poco di semplificazione - spiega Beretta - e minor rigidità è quello che serve al mercato del lavoro. In questo, come in altri casi, non è di sanzioni che abbiamo bisogno ma di norme praticabili, che abbiano un senso logico rispetto alla reale situazione».

AZZOLLINI, «MODIFICARE NORMA ANTI-PRECARI? DIFFICILE» - Secondo il presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, Antonio Azzollini, è difficile che il Senato possa modificare il decreto con la manovra. Neppure nella parte sui precari come chiedono oggi i sindacati. «Al momento l'orientamento del governo, che io sappia, è soltanto di tenere in grande considerazione ciò che il Quirinale ha richiesto - sottolinea Azzolini -. Immagino che lunedì ci siano decine e decine di richieste di cambiare, ma non credo proprio che sia possibile accoglierle».

GOVERNO, «NORMA ANTI-PRECARI NON È COLPA NOSTRA» - Intanto il Governo disconosce la paternità della norma anti-precari. Fonti del ministero del Lavoro sottolineano che «si tratta di una misura nata in ambito parlamentare: non l'ha voluta il Governo e tanto meno il ministro Sacconi». «Inizialmente le misure contenute nell'emendamento - spiega una fonte qualificata - dovevano valere sia per il presente che per il futuro, mentre nell'attuale formulazione, riguardano solo le cause ancora aperte». Si tratterebbe quindi di una «sanatoria» per salvare alcune imprese che hanno utilizzato in modo irregolare un numero enorme di precari. Senza la nuova norma rischierebbero un duro colpo economico dalle cause in atto.


26 luglio 2008

Herään aamulla tuntuun tilan liikkeestä ympärilläni, ilma väreilee ja ulkoa kuuluu vaimeaa puhetta. Laudoitetun ikkunan läpi en näe pihaa, mutta katsomattakin tiedän mistä on kyse. Olen kokenut tämän aamun ennenkin. Eikä siihen koskaan näytä tottuvan.
Vapaa liikkuvuus -verkoston mukaan viranomaisten lisäksi myös suomalaiset avustusjärjestöt ovat päättäneet olla piittaamatta Itä-Euroopasta Suomeen tulleiden romanien ongelmista. Verkosto on pyrkinyt vapaaehtoisvoimin tukemaan romaneja, joilla ei ole varaa asumiseen eikä terveydenhoitoon.

Concentración en memoria de Rosa Pazos: lunes 28 de julio, 20 h. en la plaza de la Barzola

Rosa Pazos, de 47 años, activista por la libertad y los derechos de los transexuales, fue encontrada muerta en su domicilio del barrio de la Barzola el pasado 11 de julio. Rosa es una víctima más de la transfobia, una víctima del odio a la diferencia.

Rosa Pazos era una mujer pero nunca pudo obtener el cambio de nombre ni la cirugía de reasignación de sexo porque le habían diagnosticado esquizofrenia.

Colectivos LGTBQ de todo el Estado denuncian que la transfobia mata, critican la patologización de las identidades de género no mayoritarias y exigen que se aclaren las circunstancias de su muerte.

Comunicado CNT-AIT Sevilla | Manifiesto de colectivos LGTBQ | Comunicado ATA

Turussa Jokikadulla toiminut autonominen kulttuurikeskus häädettiin jälleen tiistaina 22.7.2008. Viimeksi toukokuun lopulla poliisin tyhjentämä tila vallattiin uudestaan, koska mitään ratkaisua taiteilijoiden tilaongelmaan ei kuulunut eivätkä neuvottelut edenneet.
Genovan vuoden 2001 G8:n kokouksen yhteydessä järjestettyjen yli 300 000 hengen mielenosoitusten yhteydessä sattuneiden poliisin raakuuksien ensimmäiset tuomiot annettiin viime maanantaina 14.7.2008.
Toukokuun lopulla häädetty autonominen kulttuurikeskus Jokikatu jatkaa toimintaansa lyhyen kesäloman jälkeen. "Pyrimme tarjoamaan kaikille avointa, ilmaista kaupunkikulttuuria jota kapitalismin sanelemat ehdot eivät rajoita", Jokikadun valtaajat ilmoittavat.

Gratulation die Erste: Mediaspree formal versenkt
Am Sonntag beteiligten sich knapp 35.000 Menschen an dem BürgerInnentscheid, was 3,6% mehr WählerInnen als für das Quorum notwendig waren. 86,8% stimmten für den Entscheid der Initiative Mediaspree versenken! (www.ms-versenken.org) und somit eindeutig gegen die neoliberalen Umstrukturierungs- und Privatisierungspläne der Stadt. Die Mehrheit sprach sich so für eine Stadt aus, in der sie entscheiden wollen, wie sie gestaltet wird. Dies brachten am Samstag schon rund 3.500 Menschen zum Ausdruck als sie sich an der Spreeparade durch Friedrichshain-Kreuzberg entlang des geplanten Mediaspree-Areals beteiligten. Getreu dem Motto ‘Unser Kiez – Unser Ufer’ demonstrierten und tanzten sie um die Wagen der Bar25, der Gruppe Antifaschistische Linke Berlin, der Gruppe Für eine linke Strömung mit dem Mayday-Bündnis und der Gruppe Hedonist International, ein Demowagen der Graffiti is not a crime Demo schloss sich der Parade spontan an. In Sprechchören und durch die Moderation wurde auf den Abstimmungsmodus hingewiesen. Die Bezirksverwaltung hatte versucht, den BürgerInnenentscheid zu kippen, indem sie einen zweiten undurchsichtigen Entscheid den BürgerInnen mit zur Wahl anbot. Da dieser jedoch eine Mogelpackung war, hinter der lediglich die Umstrukturierungspläne der Stadt durchgesetzt werden sollten, wurde auf der Parade auf den Abstimmungsmodus verwiesen. Für den erfolgreichen Ausgang der Wahl mögen auch die zahlreichen, unterschiedlichen Plakate ihren Teil dazu beigetragen haben. Diese wurden seit Wochen von fleißigen HelferInnen in den beiden zusammen gelegten Bezirken geklebt und verwiesen u.a. mit großen Lettern auf ein „Spreeufer für alle“, an denen die BürgerInnen gerade in den letzten Tagen wohl nicht ohne weiteres vorbei gekommen sind.

So wurde am Sonntag mit dem Entscheid eine Uferbreite von 50m und eine Gebäudehöhe von 22m formal erkämpft. Dieser Schlag gegen des neoliberalen Projektes Mediaspree ist ein Erfolg. Ein Erfolg, der genutzt werden muss. Denn der Entscheid bedeut kein Ende von Stadtumstrukturierung und Gentrifizierung. Vielmehr eröffnet er durch das gesteigerte öffentliche Interesse und eine damit einhergehende Sensibilität den Raum für Diskussion und letzten Endes der konkreten Gestaltung, wie wir, die Menschen der Stadt, leben wollen und wer dies entscheidet. Wir sollten nicht abwarten, wie der Senat oder die Bezirksverordnetenversammlung sich gegenüber den Entscheid verhält. Vielmehr gilt gerade jetzt, dass wir nicht nur am Spreeufer leben wollen, sondern in einer Stadt die wir gestalten und in der wir entscheiden, wie sie aussehen soll! In kontinuierlicher Arbeit, in breiten Bündnissen und in vielen Gesprächen mit den NachbarInnen und den Menschen in unseren Kiezen muss JETZT die Chance genutzt werden, die sich auftut, das wir die Stadt gestalten können, wie wir es wollen, wenn wir nur dafür kämpfen. Nicht nur ein Spreeufer für alle, sondern eine Stadt für alle!

Link zur Rede der hedonistischen internationalen
kleines video
Fotos: Umbruch Bildarchiv RebelArte Flickr1 Flickr2 Flickr3 Flickr4
indymedia Bericht

Gratulation die Zweite: Beschäftigte des Technikmuseums weiter beschäftigt

Seit Monaten kämpften die Beschäftigten des Deutschen Technikmuseums dafür, dass sie weiterhin beschäftigt und nicht entlassen werden. Das Mayday-Bündnis begleitete den Kampf der Beschäftigten und unterstütze im März eine Aktion der Beschäftigten aktiv. Letzte Woche Montag kam es vorerst zur Einigung mit der Geschäftsführung. 10 BesucherbetreuerInnen konnten eine Vertragsverlängerung bis nächsten August unterschreiben. Des weiteren sollen diese Woche unbefristete Arbeitsverträge unterschrieben werden können. Dies betrifft hauptsächlich die Beschäftigten, die derzeit länger als zwei Jahre beschäftigt sind, sowie alle Beschäftigten, die geklagt haben, was rund 30 der ehemals 180 Beschäftigten getätigt haben. Das Maydaybündnis gratuliert.

Next Page »