
La precarietà è la condizione di vita e lavoro oggi più
diffusa in Europa: colpisce chiunque e ovunque, l'Europa nordica come quella
mediterranea, l'est come l'ovest.
Ai vincoli della precarietà imposta, le imprese preferiscono contrapporre
i vantaggi della flessibilità scelta, ma si tratta di un'operazione
pubblicitaria che dopo vent'anni non riesce più a mascherare l'aumento
dell'insicurezza sociale per decine e decine di milioni di persone in tutta
l'Unione.
Le precarie e i precari -- e la flessibilità che garantiscono a imprese
e amministrazioni -- sono oggi il perno della produzione materiale e immateriale
di ricchezza in Europa, ma non hanno alcun peso sulle tradizionali forme
nazionali di rappresentanza, nè i loro bisogni e desideri vengono
tenuti in alcun conto nell'agenda politica europea, dominata com'è
dagli interessi delle élite economiche e finanziarie.
E allora NOI, precari e precarie, flex/temp/networkers d'Europa, contorsioniste
della flessibilità, equilibristi della precarietà, migranti,
studenti, ricercatori, schiavi demotivati del lavoro salariato, disoccupati
volenti o nolenti, intermittenti a tempo determinato abbiamo deciso di riprenderci
il nostro presente e la nosta vita.
Abbiamo deciso di lottare per nuovi diritti sociali su scala continentale
che diano senso e futuro alle scelte individuali e collettive: solo con
l'abolizione della precarietà di giovani, donne, immigrati, sarà
possibile uscire dalla stagnazione politica e culturale in cui versa oggi
l'Europa.
Abbiamo deciso di costruire uno spazio pubblico europeo dove coltivare nuove
forme di cooperazione sociale e condividere esperienze e risorse di mediattivismo
e agitazione sindacale, per dare forma e corpo a un nuovo immaginario sociale
radicale.
Invitiamo quindi tutte e tutti i precari a EURO MAYDAY 005, che si svolgerà
in contemporanea a Helsinki, Barcelona, Hamburg, Liège, Maribor,
Sevilla, Milano, Copenhagen, Paris, Amsterdam, Genève, Wien, London,
Stockholm, Marseille, Palermo, e in tante altre città europee.
Precarie e Precari del mondo,
agitiamo & scioperiamo x
un'Europa aperta, libera, ribelle
MAYDAY, MAYDAY!
Mayday non è soltanto un evento estemporaneo durante il primo di
Maggio. La parata della Mayday è un percorso che si manifesta ed
espande il primo Maggio per le strade delle città, trasformandole,
e durante il resto dell'anno invece si manifesta attraverso convergenze
e complicità, quando mettiamo in rete azioni persone e progetti con
pratiche dal basso e orizzontali.
Quest'anno piu' che mai in tutta la Europa si replicano svariate Mayday,
e anche in Italia, alle tradizionali scadenze di Milano e Palermo, si aggiungono
L'Aquila Viterbo e Napoli.
Chi fa la Mayday? Chi la convoca?
I precari/e stess*! Quelli che vedete stanchi in metrò andando o
tornando dal lavoro, quelli che vedete vendervi sorrisi, con il loro lavoro
da standisti, o quelli che non vedete perchè sono dietro le quinte.
Alla Mayday ci avete visto sorridere, esprimere, creare, ispirare.
Si aggira per l'Europa lo spettro della precarizzazione. Ma non preoccupatevi,
perchè per combattere questo spettro stiamo riunendo forze, desideri,
bi-sogni. relazioni.
Dopo quattro anni di Mayday, possiamo dire che siamo qui di nuovo a guardare
intorno a noi e decidere come continuare.
Una cosa è molto chiara: questa precarietà oggi non investe
solo le condizioni lavorative, ma è in grado di ristrutturare interamente
la nostra vita ed i luoghi in cui questa si svolge. Ci comprano, vendono,
ipnotizzano con i massmedia, ci trasformano in perfetti consumatori, sfruttano,
ci rubano e rivendono le nostre emozioni e i nostri desideri, ma soprattutto
ci atomizzano ci e isolano. Il peggiore destino è la routine, soli
ad orbitare tra ufficio, metrò, televisione, bar.
Mayday vuole essere una occasione per uscire, prima dall'isolameno mentale
e poi, un passo alla volta, dalla precarizzazione stessa. Perchè
Mayday semina complicità, crea convergenze, permette forme di autorganizzazione
dal basso. Ma non soltanto il primo Maggio. Quest'anno in particolare, partiamo
dal 2 aprile, giornata dedicata alle lotte dei migranti. Il 19 vi sarà
il lancio del countdown Mayday.
Sono sempre di piu' i tentativi di appropriazione dei prodotti del nostro
lavoro, della nostra immaginazione, delle relazioni, delle comunità.
La nostra precarizzazione viene usata come chiave per uno sfruttamento sempre
maggiore e per una sempre maggiore abilità nel controllo sociale,
che è uno dei principali fattori di annichilimento dei movimenti
di lotta e dello stesso concetto di umanità.
Ogni aspetto della nostra esistenza di precari, di intermittenti, di giovani,
di vecchi, di cognitari o di lavoratori cosiddetti garantiti viene sottoposto
a continui ricatti, aggressioni e negazioni: dalle condizioni abitative
e ambientali al reddito eroso dalla morsa del caro-vita e del lavoro sempre
piu' intermittente e meno tutelato; dal taglio delle pensioni all'impossibilità
di accedere a servizi pubblici sempre più smantellati e privatizzati;
dalla precarizzazione dell'accesso ai saperi e alla formazione fino alla
precarietà piu' assoluta della vita in un epoca di guerra globale
permanente. Precarieta' ben esemplificata infine dai migranti, che subiscono
la negazione assoluta delle liberta' civili e dei diritti sociali e di cittadinanza.
A tutto questo vogliamo rispondere con una pluralità ampia di pratiche
ed esperimenti, contro ogni logica esclusivistica e ogni affermazione di
gerarchie o centralita' di soggetti e forme di lotta.
Vogliamo l'abrogazione delle leggi xenofobe, la chiusura dei CPT (Centri
di Permanenza Temporanea, altrimenti noti come lager per migranti) e la
fine immediata delle deportazioni. Vogliamo diritti di cittadinanza e libertà
di movimento e circolazione per tutti i migranti e le migranti. Non vogliamo
più aspettare l'accesso a diritti e reddito, perchè la nostra
vita è qui ed ora, e non può attendere.
Ci riapproprieremo di ciò che è nostro per la nostra stessa
condizione di esseri umani: occuperemo case e spazi sociali; faremo autoriduzioni
e nuove forme di contrattazione sociale contro il caro-vita; garantiremo
la libera circolazione delle persone; chiuderemo le discariche che distruggono
il territorio, gli inceneritori e le fabbriche di morte.
Solidarizziamo incondizionatamente con chi a Roma, Milano, Genova, Torino,
Padova, Trento, Brescia, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Pisa,
Livorno, Napoli, Afragola, Bari, Taranto, Cosenza, Messina , Palermo, Nuoro,
Sassari, Scanzano, Civitavecchia, Acerra, viene colpito dalla repressione,
viene denunciato, arrestato, processato, condannato - per aver fatto vivere
queste pratiche di riappropriazione, per aver reclamato diritti-bisogni
negati, rivendicato giustizia sociale e libertà fondamentali: già
almeno 15.000 persone sono sotto inchiesta dal '99 ad oggi, per reati che
vanno "dal danneggiamento alla resistenza", "dall'interruzione di pubblico
servizio al blocco stradale-ferroviario" , "dall'estorsione alla rapina
aggravata" , "dall'associazione a delinquere a quella sovversiva" , "dalla
cospirazione all'eversione dell'ordine democratico".
Denunciamo la Santa Alleanza che puntualmente si crea fra Polo di Centrodestra
e l'Unione di Centrosinistra quando si tratta di trasformare le lotte sociali
in questioni di ordine pubblico e di limitare gli spazi di agibilita' politica
dei movimenti.
Sappiamo inoltre che il terreno del monopolio (da parte del potere) della
comunicazione, dei saperi e dei linguaggi, e' anch'esso oggi assolutamente
strategico sia per il controllo sociale che per la valorizzazione del capitale,
ed e' uno dei perni intorno ai quali ruotano i processi di espropriazione
e precarizzazione. A questo rispondiamo con le pratiche di condivisione
della conoscenza, di pirataggio e copyleft, di autoformazione, autogestione
e socializzazione dei saperi, come forme ulteriori di riconquista di reddito,
diritti e spazi di liberta'.
Ma siamo anche per la riappropriazione e creazione di nuove culture ed immaginari
della liberazione, da San Precario alla "operazione Serpica Naro". Siamo
contro l'espropriazione di questi nuovi immaginari da parte dei partiti
a fini elettorali, o delle aziende a fini di profitto. Riaffermiamo quindi
l'autonomia e l'alternativita' della MayDay Parade rispetto alle celebrazioni
del primo maggio dei sindacati confederali, al concertone di Piazza San
Giovanni a Roma cosÏ come alla manifestazione nazionale convocata a
Napoli-Scampia, perche' altri sono i nostri metodi e contenuti.
Da un lato sta la corresponsabilita' dei sindacati confederali nei processi
di precarizzazione (appoggio di CGIL, CISL e UIL al Patto Treu nel 1997,
e di CISL e UIL alla Legge 30/Biagi nel 2003). Dall'altro lato sta la nostra
scelta dell'autorganizzazione e del conflitto che metta al centro i bisogni
ed i diritti sociali, contro le logiche delle compatibilita', della concertazione
e della precarizzazione.